La domanda è: – può contribuire la rete a “liberare” l’informazione sull’arte contemporanea, come sta facendo per altri argomenti ben più importanti? – La risposta molto probabilmente è si, il semplice fatto di non avere un editore contribuisce all’autonomia dell’informazione. Da molto tempo recensioni su mostre ed eventi sono la cronaca dell’evento stesso e non un’analisi puntuale di ciò che si ha di fronte.Mi è capitato spesso di leggere articoli che davano semplici informazioni da comunicato stampa copiato e incollato anziché porre qualche domanda ed eventualmente innescarne nuove.Questa ormai lunga fase di decadenza è imputabile anche alla situazione politica che stiamo attraversando, in cui l’informazione è al servizio del potere a tutti i livelli e in tutti i contesti. Ciò che sta succedendo in Italia è la replica di un brutto film che nessuno di noi – persone che sognano di essere orgogliose del proprio paese e che per vivere lavorano in condizioni precarie e stressanti – vuole rivedere.Avevo 18 anni quando iniziò il teatrino destra vs sinistra e sembra incredibile che non sia cambiato nulla. Ora la sinistra non ha più scuse non ha fatto niente per meritarsi la fiducia dei giovani italiani di sinistra, ora ex, non ha abrogato la legge Biagi, non ha fatto la legge sul conflitto di interessi, per citare solo due delle innumerevoli cose promesse e non fatte. Ha perso la fiducia di migliaia di giovani stufi di essere presi in giro!Quindi l’unica via è cercare di superare questa fase considerandoci orfani di uno stato sordo, incapace di rispondere ai nostri bisogni e ripartire con coraggio e fianco di chi tenta di proporre un’alternativa a questo spettacolo grottesco che è oggi la politica italiana e che siamo ancora costretti a sopportare, ma che domani grazie allo sforzo di tutti potremmo eliminare di seguito istruzioni per ricominciare a sperare!
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